Con l’innovazione del cloud l’Italia scala la classifica del BSA

Con l’innovazione del cloud l’Italia scala la classifica del BSA

Forte di una legge sul copyright che offre seria ed efficace protezione giuridica contro il cyber crime, nel 2015 l’Italia scala la classifica mondiale degli utilizzatori del cloud computing.

BSA new logoSecondo la classifica stilata da Business Software Alliance, la principale organizzazione mondiale del settore software, l’Italia ha guadagnato due posizioni rispetto al 2013 per quanto riguarda il cloud computing: ora è ottava, dopo colossi come Giappone, Stati Uniti, Germania, Canada e Francia. Il rafforzamento dell’impegno verso politiche favorevoli all’innovazione del cloud ha inoltre fatto fare al nostro paese grossi passi avanti anche nella difesa del copyright: “La normativa nazionale offre valide protezioni giuridiche dal cybercrime”.

Ed è proprio questo che ha colpito gli analisti internazionali della BSA,  che calcolano la classifica in base ai risultati economici ottenuti ma anche alla protezione che viene data ai dati, sempre più preziosi, anche dalle leggi locali. Un apprezzamento speciale è stato dato dal fatto che la “normativa italiana a tutela diritto d’autore offra valide protezioni giuridiche dal cybercrime anche alle applicazioni e-commerce e cloud“.

La peculiarità del cloud computing è quella di offrire a chiunque – da un governo a una piccola impresa, da una start-up al singolo consumatore – di accedere a servizi che aprono la porta a potenzialità di connessione, produttività e competitività.

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