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Rackone

Cyber Security · Difesa del sito

Web application firewall

Gli attacchi si fermano prima di arrivare al sito: il WAF filtra ogni richiesta HTTP e blocca SQL injection, cross-site scripting (XSS), bot e DDoS, anche quando una patch non è ancora installata.

Due analisti di presidio davanti ai monitor con i grafici blu e viola del traffico
  • 700+ clienti attivi
  • H24 supporto in italiano
  • GDPR dati in Italia

Definizione

Che cos'è un web application firewall (WAF)?

Un web application firewall (WAF) è un firewall che protegge le applicazioni web filtrando e monitorando il traffico HTTP e HTTPS fra l'applicazione e internet. Lavora al livello 7 del modello OSI, quello delle richieste web: riconosce e blocca SQL injection, cross-site scripting (XSS), inclusione di file e attacchi DDoS prima che arrivino al sito.

Si mette davanti a qualunque applicazione esposta: un e-commerce, un sito istituzionale, un gestionale web, un'API REST. Rackone lo attiva e lo segue con te, in italiano.

In breve
Cosa Un firewall davanti all'applicazione web, non davanti alla rete
Dove agisce Livello 7 del modello OSI, sul traffico HTTP
Contro cosa DDoS, XSS, SQL injection, bot, brute force, furto di dati
Per chi E-commerce, siti istituzionali, applicazioni web e API REST

WAF e firewall di rete: che differenza c'è?

Un firewall di rete decide chi può collegarsi e su quale porta; un WAF legge il contenuto delle richieste che passano dalla porta rimasta aperta, la 443 del sito.

Firewall di rete
Web application firewall (WAF)
Dove lavora
Livelli 3 e 4: indirizzi IP, porte, protocolli
Livello 7: il contenuto delle richieste HTTP e HTTPS
Cosa decide
Chi può collegarsi, e su quale porta
Se una richiesta al sito è legittima o è un attacco
Cosa ferma
Connessioni non autorizzate, scansioni delle porte
SQL injection, XSS, bot, brute force sui login, DDoS applicativi
Cosa non vede
Un attacco dentro una richiesta web lecita sulla porta 443
Il traffico che non passa dal sito
Dove sta
Al perimetro della rete aziendale o del server
Davanti al sito o all'applicazione

Non si sceglie l'uno o l'altro: sono due livelli diversi, e servono entrambi dove il sito raccoglie dati o vende online.

Chi lo usa

Chi ha bisogno di un WAF, e perché

E-commerce

La raggiungibilità è il fatturato: un attacco che ferma il sito ferma le vendite. E dove passano i dati delle carte, lo standard PCI DSS 4.0.1 chiede dal 31 marzo 2025 una soluzione automatica che rilevi e blocchi gli attacchi alle applicazioni web pubbliche.

Siti istituzionali

Oltre al blocco del servizio c'è il danno di immagine: il sito usato come veicolo per virus o per campagne di phishing, oppure un defacing.

Applicazioni web

Le falle nel codice lasciano il sito aperto agli attacchi, e una patch di sicurezza che non si riesce ad applicare rende il sito un bersaglio facile.

Web API

Sempre più spesso le applicazioni espongono servizi via web service o API REST, e quelle interfacce vengono attaccate spesso.

Le funzioni

Cosa fa un WAF gestito

Patch virtuale

Se una patch di sicurezza esiste ma non si riesce ad applicarla, le regole del firewall vengono aggiornate dai ricercatori e coprono la falla nel frattempo.

Profilo dell'applicazione

Ogni sito ha problemi propri, a seconda del CMS, del software server e dello stack: il traffico che non corrisponde al profilo viene bloccato.

Blocco dei bot

Quando il sistema rileva un bot dannoso o uno strumento da attacco, lo blocca: il sito smette di essere trovato dagli strumenti automatici.

Pagine protette

Password, CAPTCHA, 2FA via Google Authenticator o whitelist di IP sulle pagine più sensibili, a partire dagli accessi al backend.

Geoblocco

Se il tuo pubblico è in Italia e in Europa, puoi bloccare il traffico dei paesi che non ti servono: si riduce il traffico automatico che cerca vulnerabilità sul sito.

Anti-DDoS su tre livelli

Vengono bloccati gli attacchi di livello 7, l'HTTP flood, e quelli di livello 3 e 4.

Stop al brute force

I tentativi ripetuti di indovinare le credenziali vengono riconosciuti e bloccati, prima che un accesso rubato apra il pannello di amministrazione.

Vulnerabilità zero-day

Una vulnerabilità appena scoperta non ha ancora una patch: il WAF blocca i comportamenti sospetti con cui la si sfrutta e riduce l'esposizione in quell'intervallo.

Perché proteggere un'applicazione web con un WAF?

Il danno economico

Un'applicazione web nasce per offrire un servizio, e alcune forme di attacco come il DDoS (Distributed Denial of Service) rendono il servizio inaccessibile: il danno è immediato ed economico.

Il danno legale

Altri attacchi puntano al furto di dati. Se sono dati personali, ne risponde il titolare del trattamento: il GDPR prevede sanzioni amministrative fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo (art. 83), e la legge italiana aggiunge le sue. È per questo che un'applicazione esposta va protetta prima dell'incidente, non dopo.

Quali attacchi ferma un WAF?

L'OWASP Top 10, la classifica dei rischi delle applicazioni web aggiornata nell'edizione 2025, mette al primo posto il controllo degli accessi violato e al quinto le injection, con SQL injection e XSS. Un WAF blocca le richieste che sfruttano questi errori, ma non corregge il codice: resta una difesa in più, non un sostituto degli aggiornamenti.

Come funziona il WAF, passo per passo

  1. Il dominio passa sul nostro servizio DNS, ridondato su data center separati e con pannello di gestione autonoma: è il presupposto del WAF, perché permette di intervenire subito quando il servizio cambia.
  2. Il traffico passa dal WAF prima di arrivare al server: ogni richiesta viene verificata con tecniche basate sulla firma e sul comportamento.
  3. Le richieste che corrispondono a un attacco vengono bloccate, e i dati sugli attacchi raccolti su tutta la rete aiutano a riconoscere le minacce nuove.
  4. Il sistema controlla periodicamente che il sito non sia stato compromesso e, se lo è, avvisa per un intervento rapido.

WAF davanti al sito o sul server: quale ti serve?

Un WAF può stare in punti diversi, e le protezioni non si escludono:

  • Davanti al sito, come questo servizio: filtra le richieste prima che arrivino al server, e protegge un sito, un e-commerce o un'API.
  • Sul server: BitNinja porta un WAF e la mitigazione DDoS dentro una VPS o un server dedicato, con il livello di filtraggio regolabile dominio per dominio.
  • Nell'hosting: i piani hosting Rackone includono la protezione Imunify360 e Patchman sul server condiviso.

Se il sito vende, raccoglie dati o ha un'area riservata, il WAF davanti al sito è il livello che ferma l'attacco prima che il server lo veda.

Domande frequenti sul web application firewall

Hosting WordPress
Mi serve un WAF se ho già un firewall?

Sì, se il sito raccoglie dati o vende online: il firewall di rete decide chi si collega e su quale porta, il web application firewall legge il contenuto delle richieste web che passano dalla porta aperta del sito. Un attacco SQL injection viaggia dentro una richiesta lecita e passa dal firewall di rete senza essere visto.

Il WAF sostituisce gli aggiornamenti del sito?

No, un web application firewall non sostituisce gli aggiornamenti: blocca le richieste che sfruttano una vulnerabilità nota e, con la patch virtuale, copre la falla finché non installi la correzione. Il codice vulnerabile però resta lì, e va aggiornato appena possibile.

Cosa serve per attivare il WAF di Rackone?

Per attivare il WAF di Rackone serve spostare la gestione DNS del dominio sul nostro servizio DNS ridondato, che è il presupposto del servizio: così il traffico del sito passa dal WAF prima di arrivare al server. Il resto, dalle regole al profilo dell'applicazione, lo impostiamo insieme.

Il WAF protegge anche un sito WordPress?

Sì, un web application firewall protegge anche un sito WordPress: blocca le richieste che cercano plugin vulnerabili e i tentativi ripetuti sulla pagina di accesso, e con le pagine protette può chiedere un secondo fattore sul pannello di amministrazione. Chi parte da zero trova anche l'hosting WordPress di Rackone.

Quanto costa il WAF?

Il prezzo del WAF, il web application firewall, dipende dal perimetro: quanti siti o applicazioni proteggere e con quali funzioni. Si parte da un'analisi del sito, e il preventivo arriva dopo, senza impegno.

Blocca gli attacchi prima del sito.

WAF gestito, regole aggiornate e monitoraggio: il traffico sporco si ferma prima di arrivare all'applicazione.

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