Configuriamo
DMARC viene configurato in base alle tue esigenze, così che solo le email autentiche raggiungano i destinatari.
Cyber Security · Posta
La protezione DMARC rende le tue email conformi ai requisiti di Gmail e Yahoo, favorendone il recapito, e impedisce che il tuo dominio venga usato da chi si finge te.
Test gratuito
Con la verifica DMARC ti indichiamo se SPF, DKIM e DMARC sono configurati correttamente e che cosa manca perché la tua posta venga recapitata e quella contraffatta respinta. Nel dettaglio controlliamo quattro aspetti.
Se esiste un record SPF e se elenca effettivamente tutti i servizi da cui parte la tua posta, compresi gestionale, piattaforma di newsletter e CRM.
Se le email in uscita sono firmate con DKIM e se la chiave pubblicata nel DNS è quella corretta.
Se esiste un record DMARC, con quale criterio è impostato e se qualcuno sta ricevendo i report.
Se i tre record sono allineati fra loro: il mancato allineamento è l'errore più comune e da solo fa fallire la verifica anche quando i record esistono.
Come funzionano
SPF, DKIM e DMARC sono tre record TXT pubblicati nel DNS del tuo dominio. Hanno un unico scopo: consentire al server che riceve una tua email di verificare che sia stata davvero inviata da te.
Senza DMARC, SPF e DKIM comunicano al destinatario l'esito della verifica, ma non indicano come trattare il messaggio. Per questo i tre record vanno configurati insieme.
Il record SPF è l'elenco dei server autorizzati a inviare posta per conto del tuo dominio. Quando arriva un messaggio, il destinatario controlla se il server mittente è in quell’elenco. È il record che più spesso presenta errori, perché ogni nuovo servizio che invia email a tuo nome (una piattaforma di newsletter, un e-commerce, un gestionale) deve esservi aggiunto.
DKIM è una firma crittografica che il tuo server applica a ogni messaggio in uscita. La chiave pubblica per verificarla è pubblicata nel DNS e il destinatario la usa per accertare che il contenuto non sia stato alterato durante il transito.
DMARC è la regola che indica al destinatario come comportarsi quando un messaggio non supera le verifiche SPF e DKIM: consegnarlo, metterlo in quarantena o rifiutarlo. È anche il meccanismo che ti fa ricevere i report su chi usa il tuo dominio per inviare email, compresi i mittenti non autorizzati.
In cinque passaggi
Configurare DMARC richiede cinque passaggi, e l'ordine è determinante: attivare DMARC in modalità restrittiva prima di aver messo a punto SPF e DKIM significa bloccare la propria posta legittima.
SPF, DKIM e DMARC sono record TXT: si pubblicano dal pannello di gestione DNS del dominio.
Dal 2024 i principali provider di posta hanno reso più stringenti i requisiti per chi invia email in volume: autenticazione con SPF e DKIM, disiscrizione con un clic e un tasso di segnalazioni come spam inferiore a una soglia massima. Per i mittenti con i volumi più alti è richiesto anche un record DMARC pubblicato.
In pratica, un dominio non autenticato non è soltanto meno sicuro: le sue email vengono recapitate con maggiore difficoltà. Le newsletter finiscono nello spam, le conferme d’ordine non arrivano e il problema si manifesta all'improvviso, spesso nel momento meno opportuno.
Come funziona
DMARC viene configurato in base alle tue esigenze, così che solo le email autentiche raggiungano i destinatari.
Eseguiamo test DMARC periodici per assicurarci che la configurazione funzioni come previsto e per individuare eventuali problemi di sicurezza.
Con DMARC attivo si prevengono le frodi via email e si protegge il marchio dai tentativi di impersonificazione e dal phishing che sfrutta il tuo nome.
Il servizio si adatta a organizzazioni di dimensioni e tipologie diverse: non esiste un'impostazione valida per tutti.
Sovranità del dato
Azienda italiana, data center di proprietà a Venezia e rete Edge di partner in Italia e in Europa, nessun trasferimento extra-UE: sai sempre dove risiedono i tuoi dati e chi può accedervi, in conformità a GDPR e NIS2.
La sovranità del dato
Un DMARC check online legge in automatico i record pubblicati e ne rileva la presenza. Il nostro test DMARC parte da lì e aggiunge l'analisi più importante: verificare se quei record coprono davvero tutti i servizi da cui parte la tua posta e quali effetti avrebbe un criterio più restrittivo. È la differenza fra sapere che un record esiste e sapere se funziona.
Per leggere i report DMARC serve uno strumento di analisi, come un DMARC analyzer, oppure qualcuno che li interpreti per te: i report aggregati arrivano in formato XML, pensato per l'elaborazione automatica e non per la lettura. È la parte del lavoro che più spesso porta ad abbandonare DMARC prima di completarne l'attivazione, ed è quella di cui ci occupiamo noi.
Sì, attivare DMARC può bloccare la posta legittima se si parte dal criterio più restrittivo senza aver prima censito i mittenti. Per questo la procedura prevede una fase iniziale di solo monitoraggio: si passa a un criterio più severo solo quando i report confermano che tutto il traffico legittimo supera i controlli.
Sì, il test DMARC è gratuito: l'analisi e la restituzione dei risultati non hanno alcun costo. È a pagamento solo l'intervento successivo, se decidi di affidarci configurazione e monitoraggio.
SPF, DKIM e DMARC configurati e verificati da noi: la posta arriva, quella falsa no.
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