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Cyber Security · Posta

Test DMARC gratuito

La protezione DMARC rende le tue email conformi ai requisiti di Gmail e Yahoo, favorendone il recapito, e impedisce che il tuo dominio venga usato da chi si finge te.

Mani su una tastiera di laptop, illuminate dalla luce di una finestra alle spalle.
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Test gratuito

Verifica DMARC del tuo dominio: cosa ti diciamo

Con la verifica DMARC ti indichiamo se SPF, DKIM e DMARC sono configurati correttamente e che cosa manca perché la tua posta venga recapitata e quella contraffatta respinta. Nel dettaglio controlliamo quattro aspetti.

Privacy policy

Nessuno spam. Ti risponde un sistemista.

Questo sito è protetto da reCAPTCHA: si applicano le Norme sulla privacy e i Termini di servizio di Google.

  1. Se esiste un record SPF e se elenca effettivamente tutti i servizi da cui parte la tua posta, compresi gestionale, piattaforma di newsletter e CRM.

  2. Se le email in uscita sono firmate con DKIM e se la chiave pubblicata nel DNS è quella corretta.

  3. Se esiste un record DMARC, con quale criterio è impostato e se qualcuno sta ricevendo i report.

  4. Se i tre record sono allineati fra loro: il mancato allineamento è l'errore più comune e da solo fa fallire la verifica anche quando i record esistono.

Come funzionano

SPF, DKIM e DMARC: cosa fanno e come lavorano insieme

SPF, DKIM e DMARC sono tre record TXT pubblicati nel DNS del tuo dominio. Hanno un unico scopo: consentire al server che riceve una tua email di verificare che sia stata davvero inviata da te.

Senza DMARC, SPF e DKIM comunicano al destinatario l'esito della verifica, ma non indicano come trattare il messaggio. Per questo i tre record vanno configurati insieme.

SPF

Il record SPF è l'elenco dei server autorizzati a inviare posta per conto del tuo dominio. Quando arriva un messaggio, il destinatario controlla se il server mittente è in quell’elenco. È il record che più spesso presenta errori, perché ogni nuovo servizio che invia email a tuo nome (una piattaforma di newsletter, un e-commerce, un gestionale) deve esservi aggiunto.

DKIM

DKIM è una firma crittografica che il tuo server applica a ogni messaggio in uscita. La chiave pubblica per verificarla è pubblicata nel DNS e il destinatario la usa per accertare che il contenuto non sia stato alterato durante il transito.

DMARC

DMARC è la regola che indica al destinatario come comportarsi quando un messaggio non supera le verifiche SPF e DKIM: consegnarlo, metterlo in quarantena o rifiutarlo. È anche il meccanismo che ti fa ricevere i report su chi usa il tuo dominio per inviare email, compresi i mittenti non autorizzati.

In cinque passaggi

Come configurare DMARC sul tuo dominio

Configurare DMARC richiede cinque passaggi, e l'ordine è determinante: attivare DMARC in modalità restrittiva prima di aver messo a punto SPF e DKIM significa bloccare la propria posta legittima.

SPF, DKIM e DMARC sono record TXT: si pubblicano dal pannello di gestione DNS del dominio.

  • 1 Censisci tutti i servizi che inviano email a nome del tuo dominio. È il passaggio più spesso trascurato, ed è quello che poi causa il blocco delle comunicazioni legittime.
  • 2 Aggiorna il record SPF perché li includa tutti, senza superare il limite di interrogazioni DNS (lookup) previsto dallo standard.
  • 3 Attiva la firma DKIM sul server di posta e pubblica la chiave pubblica nel DNS.
  • 4 Pubblica il record DMARC partendo dal criterio più permissivo, con un indirizzo che riceva i report aggregati. In questa fase nessun messaggio viene bloccato: l'obiettivo è raccogliere dati.
  • 5 Analizza i report per qualche settimana, verifica che tutto il traffico legittimo superi i controlli, poi rendi il criterio più restrittivo: prima quarantena, poi rifiuto.

Perché Gmail e Yahoo lo chiedono

Dal 2024 i principali provider di posta hanno reso più stringenti i requisiti per chi invia email in volume: autenticazione con SPF e DKIM, disiscrizione con un clic e un tasso di segnalazioni come spam inferiore a una soglia massima. Per i mittenti con i volumi più alti è richiesto anche un record DMARC pubblicato.

In pratica, un dominio non autenticato non è soltanto meno sicuro: le sue email vengono recapitate con maggiore difficoltà. Le newsletter finiscono nello spam, le conferme d’ordine non arrivano e il problema si manifesta all'improvviso, spesso nel momento meno opportuno.

Come funziona

Cosa facciamo sul tuo dominio

Configuriamo

DMARC viene configurato in base alle tue esigenze, così che solo le email autentiche raggiungano i destinatari.

Testiamo con regolarità

Eseguiamo test DMARC periodici per assicurarci che la configurazione funzioni come previsto e per individuare eventuali problemi di sicurezza.

Fermiamo le frodi

Con DMARC attivo si prevengono le frodi via email e si protegge il marchio dai tentativi di impersonificazione e dal phishing che sfrutta il tuo nome.

Adattiamo alla dimensione

Il servizio si adatta a organizzazioni di dimensioni e tipologie diverse: non esiste un'impostazione valida per tutti.

Sovranità del dato

I tuoi dati restano in Italia, sotto giurisdizione europea

Azienda italiana, data center di proprietà a Venezia e rete Edge di partner in Italia e in Europa, nessun trasferimento extra-UE: sai sempre dove risiedono i tuoi dati e chi può accedervi, in conformità a GDPR e NIS2.

La sovranità del dato
  • Data center in Italia
  • GDPR
  • Giurisdizione UE
Certificazione ISO/IEC 27001 rilasciata da WCS, Worldwide Certification Standards

Domande frequenti su DMARC

Che differenza c’è fra un DMARC check online e il vostro test?

Un DMARC check online legge in automatico i record pubblicati e ne rileva la presenza. Il nostro test DMARC parte da lì e aggiunge l'analisi più importante: verificare se quei record coprono davvero tutti i servizi da cui parte la tua posta e quali effetti avrebbe un criterio più restrittivo. È la differenza fra sapere che un record esiste e sapere se funziona.

Serve un DMARC analyzer per leggere i report?

Per leggere i report DMARC serve uno strumento di analisi, come un DMARC analyzer, oppure qualcuno che li interpreti per te: i report aggregati arrivano in formato XML, pensato per l'elaborazione automatica e non per la lettura. È la parte del lavoro che più spesso porta ad abbandonare DMARC prima di completarne l'attivazione, ed è quella di cui ci occupiamo noi.

Attivare DMARC può bloccarmi la posta?

Sì, attivare DMARC può bloccare la posta legittima se si parte dal criterio più restrittivo senza aver prima censito i mittenti. Per questo la procedura prevede una fase iniziale di solo monitoraggio: si passa a un criterio più severo solo quando i report confermano che tutto il traffico legittimo supera i controlli.

Il test è davvero gratuito?

Sì, il test DMARC è gratuito: l'analisi e la restituzione dei risultati non hanno alcun costo. È a pagamento solo l'intervento successivo, se decidi di affidarci configurazione e monitoraggio.

Il tuo dominio è protetto dallo spoofing?

SPF, DKIM e DMARC configurati e verificati da noi: la posta arriva, quella falsa no.

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