Dati nei prompt
Clienti, credenziali e dati sanitari finiscono in AI pubbliche.
Metti in sicurezza l'uso dell'AI in azienda. I tuoi collaboratori usano già ChatGPT e altri strumenti di AI generativa, spesso fuori dal controllo dell'IT: con Acronis GenAI Protection, gestito da Rackone, vedi chi li usa e blocchi i dati sensibili prima che partano, senza frenare il lavoro.
Acronis GenAI Protection è il modulo di Acronis Cyber Protect Cloud che controlla l'uso dell'intelligenza artificiale generativa in azienda: scopre quali strumenti AI si usano, decide quali ammettere, blocca l'invio di dati sensibili nei prompt e ferma la prompt injection. Rackone, Acronis Platinum Service Provider, lo attiva e lo gestisce per te.
Clienti, credenziali e dati sanitari finiscono in AI pubbliche.
Strumenti di AI consumer usati fuori dal controllo dell'IT: è l'AI ombra.
Quei dati possono uscire dall'UE, e il titolare del trattamento resti tu.
L'AI può essere manipolata per azioni dannose.
Attiva il servizio
Dicci quanti computer vuoi proteggere, i workload nel linguaggio Acronis: attiviamo la prova gratuita di 30 giorni e ti affianchiamo nella configurazione delle policy.
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A fine prova decidi: perimetro e condizioni nero su bianco, senza impegno.
Come funziona
01
Scopri quali strumenti di AI generativa si usano nei browser aziendali, da chi e con quale frequenza, per dispositivo e per utente: le policy si scrivono su dati veri, non su ipotesi. Con una policy di accesso decidi quali applicazioni di AI generativa ammettere e quali bloccare, per nome o per dominio, sul web, sul desktop e nelle app SaaS, senza bisogno del filtraggio degli URL; chi usa già EDR o XDR può aggiungere anche quello.
02
I prompt vengono ispezionati alla ricerca di dati personali, sanitari, credenziali e informazioni finanziarie e di documenti aziendali riservati, e gli invii non autorizzati verso servizi AI pubblici vengono bloccati. L'«AI sicura» smette di essere una dichiarazione di policy e diventa un controllo applicato.
03
Tecniche come la prompt injection manipolano il comportamento dell'intelligenza artificiale e introducono contenuti dannosi nei flussi di lavoro, sia quando le scrive un utente sia quando arrivano da contenuti esterni finiti nel prompt. GenAI Protection le rileva e le blocca, senza aggiungere un altro strumento da gestire.
Immagini dalla console Acronis Cyber Protect Cloud (© Acronis International GmbH).
Con Acronis DLP estendi la protezione dei dati sensibili a oltre 70 canali locali e di rete, comprese le app GenAI installate sui dispositivi.
Sovranità del dato
Azienda italiana, data center di proprietà a Venezia e rete Edge di partner in Italia e in Europa, nessun trasferimento extra-UE: sai sempre dove risiedono i tuoi dati e chi può accedervi, in conformità a GDPR e NIS2.
Canone per dispositivo · Prova di 30 giorni
Canone mensile per dispositivo protetto, IVA esclusa, scritto nella proposta a fine prova. GenAI Protection è integrato nella piattaforma Acronis Cyber Protect Cloud: se la usi già per backup o sicurezza, si attiva dalla stessa console.
Lo attivi dalla stessa console Acronis che usi per i loro backup, con il supporto diretto del nostro team e un listino riservato.
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No, vietare ChatGPT dal firewall non basta: sposta l'uso dell'AI sugli smartphone e sugli account personali, fuori da ogni controllo. GenAI Protection governa invece di vietare: mostra chi usa quali strumenti e blocca solo i dati sensibili nei prompt, lasciando lavorare le persone.
GenAI Protection rileva quali strumenti di AI generativa si usano nei browser aziendali, da chi e con quale frequenza, per dispositivo e per utente. È la shadow AI, la forma che lo shadow IT prende con l'intelligenza artificiale: con i dati in mano le policy si scrivono su fatti, non su ipotesi.
Se qualcuno incolla dati sensibili in un prompt, GenAI Protection lo ferma prima dell'invio: ispeziona i prompt alla ricerca di dati personali, sanitari, credenziali, informazioni finanziarie e documenti riservati, e blocca quelli diretti a servizi AI non autorizzati. Per gli altri canali, dalle chiavette alla posta, c'è la prevenzione della perdita di dati (DLP) di Acronis.
Sì, GenAI Protection rileva e blocca la prompt injection, cioè i testi costruiti per manipolare il comportamento dell'AI, sia quando li scrive un utente sia quando arrivano da contenuti esterni finiti nel prompt. Così i contenuti dannosi non entrano nei flussi di lavoro aziendali.
La responsabilità è del titolare del trattamento, cioè della tua azienda: se i dati dei clienti finiscono in uno strumento AI consumer, anche fuori dall'UE, la responsabilità GDPR resta tua. È il motivo per cui GenAI Protection governa i prompt invece di limitarsi a vietarli.
GenAI Protection funziona oggi sui computer Windows a 64 bit, dove controlla gli strumenti di AI generativa usati dal browser e, per le regole di accesso, anche le applicazioni desktop e SaaS. I server non sono fra le piattaforme supportate: si proteggono le postazioni, dove l'AI si usa davvero.
No, GenAI Protection e Acronis Copilot fanno due lavori diversi sulla stessa piattaforma, Acronis Cyber Protect Cloud. GenAI Protection controlla l'AI generativa che usano i tuoi collaboratori: quali strumenti, con quali dati, con quali prompt. Acronis Copilot è invece l'assistente di AI generativa della console, che aiuta chi gestisce la sicurezza a leggere gli incidenti e a indagare facendo domande in linguaggio naturale.
GenAI Protection si paga con un canone mensile per dispositivo protetto, IVA esclusa: Acronis lo licenzia per workload, cioè per computer. Il prezzo dipende da quanti dispositivi proteggi e da quali servizi di Acronis Cyber Protect Cloud usi già, e lo trovi nella proposta scritta a fine prova, senza impegno.
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