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Rackone

Cyber Security · Disaster Recovery

Disaster recovery in cloud: DRaaS gestito

Il disaster recovery as a service (DRaaS) è il servizio che replica i server fisici e virtuali di un'azienda in un sito cloud e li fa ripartire lì quando il sito principale si ferma: ransomware, guasto hardware, incendio o errore umano. Rackone, Acronis Platinum Service Provider, lo eroga su Acronis Cyber Protect Cloud, con il sito di ripristino nel data center Acronis di Roma, e lo gestisce, dai runbook ai test automatici, senza hardware da acquistare.

da €45 + IVA/mese · 2 TB inclusi

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3 clic

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Molto più di un backup

Il backup ti ridà i dati. Il disaster recovery ti ridà l'azienda.

Mentre i sistemi primari sono fermi, le repliche si avviano nel cloud e il lavoro continua: failover di produzione e di test, orchestrazione con runbook e ripristino point-in-time da qualsiasi punto precedente, non solo dall'ultimo.

Failover in cloud

I workload critici ripartono sui server di ripristino nel data center Acronis di Roma, in produzione o in una rete di test: gli utenti continuano a lavorare mentre il sito principale viene ripristinato.

Automazione e orchestrazione con i runbook

I sistemi ripartono nell'ordine giusto, rispettando le dipendenze fra applicazioni: segui l'esecuzione in tempo reale, e la cronologia di ogni runbook resta nella console.

Test di failover automatici su rete isolata

Ogni mese il server di ripristino si accende da solo in una rete isolata, dall'ultimo punto di ripristino: la console verifica che il sistema operativo parta e ti manda l'esito con lo screenshot.

Ripristino senza malware

Il failover riparte da un punto di ripristino privo di malware, funzione che Acronis rende disponibile con il pacchetto Security: dopo un attacco ransomware il sistema non si reinfetta.

VPN site-to-site, point-to-site e multisito

Connessione sicura fra sede e sito cloud con VPN site-to-site, IPsec multisito o accesso point-to-site per chi lavora da remoto, anche in modalità solo cloud senza appliance in sede, con DNS personalizzabile.

Server fisici e virtuali, Windows e Linux

Macchine virtuali su VMware vSphere, Hyper-V, Proxmox VE, Nutanix, Scale Computing e Citrix XenServer, e server fisici, con Exchange, SQL Server, SharePoint e Active Directory.

La console Acronis con i dettagli di un server di ripristino in standby e il pulsante per avviare il failover

Failover dalla console: il server di ripristino resta in standby e parte in produzione o in test.

Il piano di protezione Acronis con backup e disaster recovery attivati sullo stesso dispositivo

Configurazione con tre clic, da modelli pronti: nessun hardware aggiuntivo.

La dashboard del disaster recovery di Acronis con dispositivi protetti, test di failover automatici e server in failover

Soglia RPO su ogni server di ripristino: la console avvisa quando l'ultima copia utile è più vecchia del limite che hai scelto.

Non è questione di se, ma di quando

Quanto costa un'ora di fermo?

Stima basata sul fatturato diviso per le ore lavorative: un ordine di grandezza, non una fattura. Il numero reale dipende da quali processi si fermano.

Costo stimato di un'ora ferma
€1.000
Con il disaster recovery l'RTO scritto nel piano
Senza disaster recovery ore o giorni

Backup e disaster recovery: che differenza c'è?

Cosa succede
Solo backup
Backup + DR
Il server è compromesso
Ripristini l'hardware, poi i dati
Failover nel cloud, il lavoro riprende lì
Tempo di ripartenza
Ore o giorni
L'RTO scritto nel piano
Serve nuovo hardware
Spesso sì
No, per ripartire nel cloud
Test automatico del ripristino
Solo se lo organizzi tu
Ogni mese, in rete isolata, con report e screenshot
Controllo dell'RPO
Avviso se un backup non riesce
Soglia RPO su ogni server, con avviso quando è superata
Prove per NIS2 e DORA
Log dei backup
Report dei test di failover e cronologia dei runbook

Il disaster recovery parte dal backup: senza copie aggiornate non c'è niente da far ripartire.

Quali sistemi devono ripartire per primi?

Scegli RPO e RTO dei tuoi workload critici: ti aiutiamo a fissarli e ti proponiamo il piano di disaster recovery giusto, con test automatici e soglia RPO sotto controllo.

Domande frequenti sul disaster recovery

Che differenza c'è tra backup e disaster recovery?

Il backup conserva copie dei dati da cui ripristinare file e sistemi; il disaster recovery fa ripartire interi server in un sito cloud mentre il sito principale viene ripristinato. Sono complementari, non alternativi: il disaster recovery parte proprio dai backup, e senza copie aggiornate non c'è niente da far ripartire.

Cos'è il DRaaS?

Il DRaaS (Disaster Recovery as a Service) è il disaster recovery erogato come servizio: sito di ripartenza, replica e orchestrazione sono del fornitore, e l'azienda paga un canone invece di costruire e mantenere un secondo data center. Una soluzione DRaaS completa comprende anche i test di failover e il controllo dell'RPO. Rackone la eroga su Acronis Cyber Protect Cloud, con il sito di ripristino nel data center Acronis di Roma.

Quanto tempo serve per ripartire con il disaster recovery?

Il tempo di ripartenza con il disaster recovery è l'RTO (Recovery Time Objective), che si scrive nel piano per ogni workload insieme all'RPO (Recovery Point Objective), cioè quanti dati si accetta di perdere. Li decidi tu, e nell'assessment ti aiutiamo a sceglierli; poi i test di failover e la soglia RPO dicono se il piano li rispetta davvero, perché un tempo promesso e mai provato non vale niente.

Cos'è la soglia RPO e cosa succede quando viene superata?

La soglia RPO è il tempo massimo che accetti fra l'ultimo punto di ripristino utile per il failover e il momento presente: la imposti tu su ogni server di ripristino, dai minuti ai giorni. La console confronta di continuo l'RPO reale con la soglia e segnala lo scostamento su quattro livelli, da soglia rispettata a soglia superata di oltre quattro volte. Così scopri che un server ripartirebbe con dati troppo vecchi quando c'è ancora tempo per rimediare, non durante il disastro.

Il disaster recovery richiede hardware nuovo?

No, il disaster recovery in cloud non richiede hardware nuovo né un secondo data center: i server ripartono nel data center Acronis di Roma. Il piano parte dai backup Acronis dei sistemi da proteggere: basta installare l'agent e configurarlo da modelli pronti, e Acronis indica tre clic per attivarlo.

Come si evita di far ripartire sistemi ancora infetti?

Il disaster recovery evita la reinfezione facendo ripartire i sistemi da un punto di ripristino privo di malware, funzione che Acronis rende disponibile con il pacchetto Security. È la differenza fra tornare operativi e reinfettarsi il giorno dopo un attacco ransomware.

Quali sistemi copre il disaster recovery?

Il disaster recovery su Acronis copre server fisici e macchine virtuali Windows e Linux su VMware vSphere, Hyper-V, Proxmox VE, Nutanix, Scale Computing e Citrix XenServer, con applicazioni come Exchange, SQL Server, SharePoint e Active Directory. I runbook fanno ripartire i sistemi nell'ordine giusto, rispettando le dipendenze fra applicazioni.

Posso provare il piano di disaster recovery senza fermare la produzione?

Sì, il test di failover del disaster recovery avviene su una rete isolata: i server ripartono in copia nel cloud e la produzione non se ne accorge. Con il test automatico succede da solo ogni mese: il sistema crea il server dall'ultimo punto di ripristino, verifica che il sistema operativo si avvii e ti manda l'esito con lo screenshot. Se un test salta, arriva un avviso.

Il disaster recovery aiuta a rispettare NIS2 e DORA?

Sì, il disaster recovery dà le prove tecniche che NIS2 e DORA chiedono, ma da solo non rende conforme un'azienda. Il decreto NIS2 (D.Lgs. 138/2024, articolo 24) chiede misure di continuità operativa, compreso il ripristino in caso di disastro, e procedure per valutarne l'efficacia. La DORA chiede alle entità finanziarie di testare i piani di ripristino almeno una volta l'anno e le procedure di backup e ripristino periodicamente. Il report dei test automatici, con gli screenshot, e la cronologia dei runbook sono le evidenze da conservare.

Come si torna al sito principale dopo il failover?

Si torna con il failback: quando il sito principale è di nuovo disponibile, i dati passano su macchine fisiche o virtuali in sede mentre il server nel cloud continua a lavorare. Resta un fermo per il passaggio finale, che la console stima e mostra in anticipo, così puoi avvisare gli utenti. Il failback si pianifica insieme, come parte del piano di disaster recovery.

Il disaster recovery funziona anche con Proxmox VE?

Sì, il disaster recovery su Acronis protegge anche le macchine virtuali Proxmox VE, che Acronis elenca fra le piattaforme supportate. In un ambiente solo Proxmox valutiamo con te anche la replica nativa e Proxmox Backup Server: a volte bastano quelli, e in quel caso te lo diciamo.

Il disaster recovery basta a tenere in piedi l'azienda?

No, il disaster recovery fa ripartire server e dati dopo un evento, ma è la parte tecnica di un piano più ampio: processi, persone, sedi e fornitori hanno bisogno di regole proprie, e sono quelle regole a decidere quali sistemi devono ripartire per primi e con quali tempi.

Ho una sola VPS Rackone: mi serve il DRaaS?

No, per una singola VPS Rackone basta l'opzione Backup e Disaster Recovery su sito secondario, che tiene una copia della VPS in un secondo data center, pronta a ripartire, e si aggiunge al canone del server. Il DRaaS su Acronis serve quando i sistemi da proteggere sono in sede, su più piattaforme o in più siti.

Quanto costa il disaster recovery?

Il disaster recovery di Rackone parte da 45 euro al mese, IVA esclusa, con 2 TB di storage inclusi. Il canone cresce con i server da proteggere, le risorse che servono per farli ripartire nel cloud e la frequenza dei test, con tariffe agevolate in base al numero di utenti da attivare: il preventivo esatto arriva dopo l'assessment. Il modello è a consumo e non richiede investimenti iniziali in hardware.

Vuoi rivendere questo servizio? Sei un MSP o un system integrator?

DRaaS white-label per i tuoi clienti, con runbook gestiti dal nostro team. Non contattiamo mai i tuoi clienti finali.

Sovranità del dato

I tuoi dati restano in Italia, sotto giurisdizione europea

I server ripartono nel data center Acronis di Roma e le copie restano in Italia o nell'Unione europea, a tua scelta: i dati non vengono spostati senza la tua autorizzazione, e sai sempre dove risiedono e chi può accedervi, in conformità a GDPR e NIS2.

La sovranità del dato
  • Data center in Italia
  • GDPR
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