Open source
Codice aperto e formati standard: nessuna scatola nera.
Dalla checklist pre-migrazione al go-live: tutto quello che serve per una transizione controllata, basato sulla nostra esperienza come Proxmox Gold Partner #1 in Italia.
Senza impegno · Numeri reali del tuo ambiente
la versione di Proxmox VE che importa le VM direttamente da ESXi
licenze perpetue VMware: solo subscription
core minimi per licenza VMware, dal 10 aprile 2025
Due approcci coprono la maggior parte degli scenari. Sei metodi alternativi sono disponibili per casi specifici.
Proxmox VE, dalla versione 8.2 (aprile 2024), integra un importatore che trasferisce le VM direttamente da un host ESXi tramite l'interfaccia web. Il produttore lo ha testato su ESXi dalla versione 6.5 alla 8.0. L'importatore legge la configurazione della VM, la riporta sul modello di Proxmox VE e converte i dischi nel formato dello storage di destinazione. La VM di origine va spenta prima dell'import, e il collegamento va fatto all'host ESXi: passare da vCenter è possibile, ma riduce di molto le prestazioni.
Ideale per: ambienti medio-grandi con configurazioni standard · Downtime: medio, la VM resta spenta per tutto l'import · Complessità: bassa
Funzionalità dell'importatore che avvia la VM su Proxmox VE mentre l'importazione è ancora in corso: i dati necessari all'avvio vengono trasferiti per primi, il resto segue in background. La VM su ESXi va comunque spenta prima dell'avvio, quindi un fermo resta, e nella fase iniziale le prestazioni di I/O sono ridotte. Se l'import si interrompe, i dati scritti dalla VM dopo l'avvio vanno persi: per questo si prova prima su una VM di test e si evita su reti lente o instabili.
Ideale per: VM critiche e servizi in produzione continua · Downtime: molto basso · Complessità: media
Con Attach & Move la VM si accende su un solo hypervisor alla volta, mai su VMware e su Proxmox VE insieme: due avvii contemporanei corrompono il disco.
Migrazione guidata
Fase 01 · Checkpoint
Valutazione dell'ordine di migrazione: prima le VM non critiche (test/sviluppo), poi i servizi di supporto, infine i workload di produzione. Stima dei tempi di trasferimento in base a banda e dimensione dei dischi.
Output: documento di piano migrazione con timeline, ordine VM, finestre di manutenzione e piano di rollback.
Fase 02 · Checkpoint
Configurazione del cluster (se previsto), dello storage e della rete in modo coerente con l'ambiente di origine. Test di connettività tra i due ambienti. Preparazione delle VM di origine prima dello spegnimento.
Output: ambiente Proxmox VE operativo, connesso all'ambiente di origine e pronto per le operazioni di import.
Fase 03 · Checkpoint
Verifica funzionale nell'ambiente Proxmox: rete, storage, applicazioni, performance. Ottimizzazione delle configurazioni sulla base dei risultati.
Output: procedure validate, tempi misurati, team allineato.
Fase 04 · Checkpoint
Monitoraggio continuo di ogni VM migrata. Validazione funzionale post-migrazione. Dismissione progressiva dell'ambiente VMware solo dopo la conferma di stabilità.
Output: tutte le VM in produzione su Proxmox VE, ambiente VMware dismesso, documentazione completa.
Una volta completato il go-live, le VM migrate richiedono un passaggio di ottimizzazione per funzionare al meglio nell'ambiente Proxmox VE. Ecco le operazioni da eseguire e le problematiche più frequenti con le relative soluzioni.
Driver paravirtualizzati VirtIO. Le VM importate mantengono spesso controller disco e schede di rete emulati, compatibili con l'hardware di origine ma meno efficienti dei paravirtualizzati. Il passaggio al controller VirtIO SCSI single e alle schede di rete VirtIO è l'intervento con il maggiore impatto sulle prestazioni. Sulle VM Windows senza driver VirtIO il disco di avvio resta sul controller emulato, o in IDE o SATA con l'import manuale: si installano prima i driver VirtIO dall'ISO ufficiale, poi si cambia controller.
Parametri CPU e memoria. Tipo di CPU host se tutti i nodi del cluster hanno lo stesso modello di processore; altrimenti un modello generico x86-64-v2 o superiore, che mantiene la live migration fra nodi diversi. Dispositivo di ballooning attivo anche quando non serve il ballooning: fornisce le statistiche d'uso della memoria rilevate dal sistema operativo. Configurazione NUMA verificata sulle VM più grandi.
Dischi e storage. Controller VirtIO SCSI single con IO thread e discard attivi: il discard restituisce allo storage lo spazio liberato dal sistema operativo. Il formato dei dischi dipende dallo storage: su ZFS, LVM-thin e Ceph i dischi sono raw, e snapshot e thin provisioning li gestisce lo storage; sugli storage a file (directory, NFS) il formato nativo è qcow2, che abilita gli snapshot. Configurare il backup automatico con Proxmox Backup Server.
Firmware. SeaBIOS per le VM che si avviano in BIOS legacy, OVMF per quelle in UEFI, con un disco EFI che conserva le voci di avvio.
QEMU guest agent. Installato in ogni VM migrata: migliora la comunicazione fra host e sistema operativo ospite e permette operazioni coordinate come lo spegnimento pulito.
Monitoraggio. Implementare monitoring e alerting proattivo sulle performance delle VM migrate. Documentare la nuova architettura.
Proxmox vs VMware
Criterio per criterio, cosa cambia passando a Proxmox VE. Per i costi, ogni ambiente fa storia a sé: li stimiamo nell'audit gratuito.
Fonti: Broadcom, «Counting Cores for VMware Cloud Foundation and vSphere Foundation» per il minimo di 16 core per CPU, a cui dal 10 aprile 2025 si aggiungono 72 core minimi per licenza sui nuovi ordini; listino Proxmox VE per la parità di funzioni fra i quattro livelli di sottoscrizione; note di rilascio di Proxmox VE 8.2 per l'import ESXi nativo, provato dal produttore su ESXi da 6.5 a 8.0.
Se un software critico è certificato solo su vSphere, se usi funzioni VCF profonde (NSX avanzato, vSAN stretched) o se il rinnovo è appena stato firmato, migrare oggi può non convenire. Te lo diciamo nell'assessment, e anche in quel caso esci con numeri utili per il prossimo rinnovo.
MultiPortal Migrator porta le VM da vSphere a Proxmox VE con la replica continua: restano accese fino al cutover, e se qualcosa non va la VM VMware si riaccende da sola. La licenza si paga per VM, una volta, e te la forniamo noi.
Codice aperto e formati standard: nessuna scatola nera.
Proxmox Server Solutions GmbH, Austria: nessuna dipendenza da decisioni USA.
Formati aperti: puoi sempre migrare altrove, noi compresi.
Proxmox Backup Server nativo: non serve una licenza terza per il backup.
Cluster, alta disponibilità, live migration, backup, storage e rete definiti dal software ci sono in ogni sottoscrizione: cambia il supporto, non il prodotto.
KVM e LXC sulla stessa piattaforma, con la stessa console e lo stesso backup: non servono due prodotti.
Doppio fattore, permessi per ruolo, LDAP e Active Directory, container isolati con AppArmor e namespace, e il codice si può ispezionare.
La sottoscrizione è facoltativa e ha quattro livelli. Senza, il cluster continua a lavorare: cambia il canale degli aggiornamenti, non le funzioni.
La migrazione da VMware a Proxmox VE è un progetto infrastrutturale che richiede competenze sulle due piattaforme, un piano strutturato e un partner in grado di mantenere la continuità operativa in ogni fase.
Proxmox Gold Partner #1 in Italia. Rackone è il primo partner certificato Proxmox in Italia per consulenza, formazione e supporto. Supportiamo quotidianamente aziende, enti pubblici e centri di ricerca nel processo di adozione di Proxmox VE.
Assessment iniziale gratuito. Valutiamo la tua infrastruttura attuale, identifichiamo le VM da migrare, stimiamo tempi e costi e definiamo il piano di migrazione più adatto al tuo contesto. Richiedi l'assessment
Supporto durante la migrazione. Il nostro team tecnico certificato ti affianca in ogni fase: dalla pianificazione all'esecuzione, dalla validazione al go-live, con assistenza dedicata e un piano di rollback testato prima di ogni cutover.
Supporto H24 post-migrazione. Dopo il go-live, il nostro supporto tecnico H24 resta a disposizione per qualsiasi necessità, con SLA contrattuali e presidio continuativo in italiano.
Formazione certificata. Con i nostri corsi Proxmox VE base e avanzato, il tuo team diventa autonomo nella gestione del nuovo ambiente.
La durata di una migrazione completa dipende dal numero di VM, dalla dimensione dei dischi, dalla banda disponibile e dalle finestre di manutenzione concordate. Nel piano dell'assessment ogni VM ha la sua stima e la sua finestra, e la migrazione pilota misura i tempi reali prima della produzione.
No, un fermo pari a zero non esiste, ma si riduce al minimo: con il live import o con Attach & Move la VM riparte su Proxmox VE subito dopo lo spegnimento su VMware, e con MultiPortal Migrator resta accesa fino al cutover. Per ogni servizio critico il piano di migrazione indica la finestra dell'intervento.
Il produttore ha testato l'import automatico di Proxmox VE su VMware ESXi dalla versione 6.5 alla 8.0. Per versioni precedenti o successive si esporta la VM in OVF con ovftool e la si importa dall'interfaccia web o con qm importovf, oppure si verifica l'importatore su una VM di test prima di procedere.
Sì, l'importatore di Proxmox VE si collega anche a vCenter, ma il produttore segnala un calo marcato delle prestazioni: conviene collegarsi direttamente a ogni host ESXi. In entrambi i casi la VM di origine va spenta prima dell'import, e non vanno importati più di quattro dischi alla volta.
Un piano di migrazione professionale include sempre un piano di rollback per ogni VM critica. L'ambiente VMware di origine non viene modificato durante l'importazione: le VM originali restano intatte e operative fino alla conferma di stabilità del nuovo ambiente.
Sì, la formazione del team è fortemente consigliata. Rackone offre corsi certificati Proxmox VE base e avanzato, in aula a Noventa di Piave o in Virtual Training.
Sì. Offriamo un servizio di migrazione completo: dall'assessment iniziale alla pianificazione, dall'esecuzione tecnica al go-live assistito, fino al supporto H24 post-migrazione. Richiedi un assessment gratuito per valutare il tuo ambiente.
Le licenze Windows Server si contano sui core fisici dell'host e non sono legate a un hypervisor: passando da ESXi a Proxmox non se ne comprano di nuove. Windows può chiedere una riattivazione perché cambia l'hardware virtuale, e vanno installati i driver VirtIO. Per i gestionali il vincolo non è la licenza ma la certificazione: alcuni fornitori dichiarano il supporto solo su vSphere, e nell'assessment li verifichiamo uno per uno prima di spostare qualcosa.
Restano leggibili e servono anche come rete di sicurezza: Veeam Backup & Replication ripristina un backup VMware direttamente su Proxmox VE. Dopo la migrazione Proxmox VE si aggiunge all'infrastruttura Veeam con il plug-in dedicato (supportato dalla versione 12.2 e migliorato nella 12.3) oppure si passa a Proxmox Backup Server, che deduplica e verifica i backup senza licenze aggiuntive. La scelta si fa nell'assessment, non dopo.
Noi. Dopo il cutover c'è l'hypercare, il presidio ravvicinato delle prime settimane, e poi il supporto continuativo H24 con sistemisti italiani: il ticket lo apri a noi e risponde una persona che conosce il tuo cluster. Siamo il primo Proxmox Gold Partner italiano, quindi il primo livello è nostro e l'escalation al produttore la gestiamo noi.
Sì: un’alternativa valutata e quantificata è leva negoziale al tavolo del rinnovo. In ogni caso l’assessment lascia numeri reali, rischi mappati e un piano pronto nel cassetto, che tu migri subito o più avanti.
Subfornitura di migrazione in white-label per i tuoi clienti VMware. Non contattiamo mai i tuoi clienti finali.
Analizziamo la tua infrastruttura VMware, definiamo il piano di migrazione e ti affianchiamo in ogni fase fino al go-live.