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Alternativa a VMware: quando Proxmox VE conviene e come confrontare i costi

Con l'annuncio dell'11 dicembre 2023 VMware ha chiuso la vendita delle licenze perpetue, e al rinnovo si passa a un abbonamento per core. Proxmox Virtual Environment (Proxmox VE) è un'alternativa a VMware per macchine virtuali Linux e Windows senza software certificato solo su vSphere; per decidere si mettono a confronto le stesse voci di costo sullo stesso numero di anni.

Rackone · 14 min di lettura

Tre VM passano da un rack VMware vSphere a uno Proxmox VE, con un foglio Costi e rischi, sotto il titolo Uscire da VMware
In questo articolo

Cosa è cambiato nelle licenze VMware con Broadcom?

L'11 dicembre 2023 VMware ha annunciato la fine della vendita delle licenze perpetue. Il blog ufficiale VMware del 22 gennaio 2024 ricostruisce il passaggio: l'offerta si è concentrata su VMware Cloud Foundation (VCF) e VMware vSphere Foundation (VVF), entrambe in abbonamento. All'epoca VCF comprendeva vSphere, vSAN, NSX e la suite di gestione Aria, mentre VVF affiancava a vSphere Tanzu Kubernetes Grid, Aria Operations e Aria Operations for Logs.

L'abbonamento si paga per core fisico, con un minimo di 16 core per processore: una CPU da 12 core si paga come una da 16, una da 24 ne conta 24. Con VCF ogni core in abbonamento include 1 TiB di capacità vSAN, con VVF un quarto di TiB. La capacità oltre quella quota si acquista a parte, come precisa la KB 313548 di Broadcom, consultata a ottobre 2026.

Prima di qualsiasi calcolo servono le date che fissano i tempi della decisione:

  • la scadenza del contratto in corso, abbonamento o supporto SnS (Support and Subscription), che stabilisce quanto tempo resta;
  • la fine del supporto generale della versione installata: per vSphere 7 è stata il 2 ottobre 2025, come ricorda il blog VMware del 31 marzo 2025;
  • per chi ha licenze perpetue, il giorno in cui scade il supporto: la KB 429208 precisa che host e macchine virtuali continuano a funzionare, ma senza patch, aggiornamenti né assistenza.

Quali sono le alternative a VMware?

Chi ha un contratto o un supporto in scadenza sceglie fra due strade: sostituire ESXi con un altro hypervisor sui server dell'azienda, oppure trasferire le macchine virtuali su un IaaS in cloud. Come alternativa a VMware ESXi ci sono Proxmox Virtual Environment (Proxmox VE), Microsoft Hyper-V, Nutanix AHV e XCP-ng. Fra gli hypervisor cambiano soprattutto il modello di licenza e il lock-in, cioè quanto la scelta lega a un solo produttore. La tabella riporta, per ciascuna e per il cloud, come si paga e quando conviene valutarla.

AlternativaCos'èCome si pagaQuando si valuta
Proxmox VEHypervisor open source basato su KVM, gestito con un'interfaccia web integrataGratuito; il repository Enterprise e il supporto richiedono una sottoscrizione annuale per ogni socketWorkload senza software certificato solo su vSphere
Microsoft Hyper-VHypervisor di Microsoft, compreso in Windows ServerLicenza Windows Server per core: Standard dà diritto a 2 macchine virtuali Windows Server, Datacenter a un numero illimitatoServer quasi tutti Windows, con licenze Datacenter già acquistate
Nutanix AHVHypervisor della piattaforma iperconvergente NutanixNon si acquista separatamente: è compreso nella licenza Nutanix Cloud Infrastructure (NCI)Server da sostituire, con calcolo e storage da un solo fornitore
XCP-ngHypervisor open source basato su Xen, nato da XenServer, gestito con Xen OrchestraGratuito; il supporto professionale è un abbonamento di VatesAmbienti già su XenServer
IaaS in cloudServizio cloud: le macchine virtuali vengono eseguite sull'infrastruttura di un providerCanone o consumo, senza server da acquistareServer da dismettere senza sostituirli

Con Hyper-V e Nutanix AHV software e supporto sono forniti dallo stesso produttore, con il suo modello di licenza. Proxmox VE e XCP-ng sono open source e funzionano senza contratto: si pagano a parte il supporto e, per Proxmox VE, l'accesso al repository Enterprise. Con un IaaS in cloud non si comprano server, ma prima di decidere si verificano il costo su più anni, il traffico in uscita (egress), la latenza e il paese in cui sono ospitati i dati.

Quando Proxmox VE è una buona alternativa a VMware?

Proxmox VE è adatto quando i workload sono macchine virtuali Linux e Windows e nessuna ospita software certificato solo su vSphere. Le funzioni in uso devono essere quelle di base: cluster, alta disponibilità, live migration, backup, storage condiviso o iperconvergente. Il listino Proxmox le include tutte a ogni livello di sottoscrizione.

Ci sono buone ragioni per valutarlo quando:

  • si paga un bundle più ampio di quello che si usa: se di VMware sono in uso hypervisor, HA, vMotion e un backup di terze parti, il confronto è diretto;
  • ci sono competenze Linux interne, o un partner che le fornisce: Proxmox VE 9.2 è basato su Debian 13 e la diagnosi si esegue dalla shell;
  • si gestiscono macchine virtuali e container: le VM KVM e i container LXC condividono la stessa interfaccia e lo stesso sistema di backup;
  • servono sovranità dei dati o meno lock-in: Proxmox VE è software open source di Proxmox Server Solutions GmbH, con sede a Vienna, e la scelta dei server su cui installarlo resta all'azienda.

Alcune funzioni sono state aggiunte nelle ultime versioni:

  • il bilanciamento automatico dei carichi: il Dynamic Load Balancer, introdotto con Proxmox VE 9.2 del 21 maggio 2026 (comunicato Proxmox), svolge un compito simile a quello di DRS in VMware, ma non offre esattamente le stesse opzioni;
  • l'importazione da ESXi con un wizard integrato, dalla versione 8.2 dell'aprile 2024;
  • i desktop virtuali: dal 4 settembre 2026 Proxmox VE è certificato Omnissa Horizon Ready in Manual Provisioning Mode, anche con NVIDIA vGPU (comunicato sulla certificazione).

Il confronto funzione per funzione fra Proxmox VE 9.2 e le offerte VMware è nella pagina Proxmox vs VMware.

Quando Proxmox VE non è la scelta giusta?

Un vincolo tecnico o contrattuale può escludere Proxmox VE anche quando le licenze costerebbero meno. Prima di chiedere i preventivi conviene verificare le situazioni della tabella: il primo può bastare a escludere la migrazione, gli altri comportano costi o lavoro di progetto.

SituazionePerché pesaCosa verificare
Software critico certificato solo su vSphereCon la migrazione si perde l'assistenza del produttore del softwareLa matrice di compatibilità del fornitore
Nessuna competenza Linux e nessun partnerIl risparmio sulle licenze diventa costo operativo e rischioIl costo della formazione o di un contratto di supporto
Applicazioni protette con vSphere Fault ToleranceL'HA di Proxmox VE riavvia la VM, non la mantiene in esecuzioneSe l'applicazione tollera un riavvio
Rete costruita su NSX o automazioni VCFSegmentazione e routing si riprogettano con la SDN e il firewall di Proxmox VEUna prova sui flussi reali prima di impegnarsi
Disaster recovery orchestrato fra due sitiReplica, backup e procedure di ripristino vanno riprogettatiIl progetto di DR come voce di costo
Rinnovo appena firmato o server da sostituire a breveSi pagano due piattaforme oppure si migra due volteFar coincidere migrazione e rinnovo dell'hardware

La certificazione del software è il primo controllo perché dipende dal produttore, non da chi migra. Alcuni produttori di gestionali, sistemi industriali o software sanitario dichiarano il supporto solo su un elenco chiuso di hypervisor. Quell'elenco va chiesto per iscritto al produttore prima di ogni calcolo: se Proxmox VE non è nell'elenco, l'applicazione può anche funzionare, ma si perde l'assistenza del produttore proprio sul software più critico.

Alta disponibilità e Fault Tolerance non sono la stessa cosa: l'HA riavvia la macchina virtuale, la Fault Tolerance la mantiene attiva su un secondo host. La documentazione HA di Proxmox VE indica tempi tipici di circa due minuti per rilevare il guasto e completare il failover. La VM viene poi riavviata da zero su un altro nodo. vSphere Fault Tolerance, descritta nella documentazione VMware, mantiene invece una seconda VM identica pronta a subentrare. Se oggi è in uso, quel requisito va coperto in un altro modo, per esempio con una ridondanza a livello applicativo.

Come cambia lo storage passando a Proxmox VE?

Con Proxmox VE si sceglie fra storage iperconvergente con Ceph, ZFS locale con replica, oppure la SAN o il NAS già in uso, e ogni modello ha costi suoi. Cambia anche il modo in cui si paga lo storage: con vSAN la capacità inclusa dipende dai core in abbonamento e quella oltre la quota si acquista a parte, come indica la stessa KB 313548. Il prezzo della sottoscrizione Proxmox VE dipende dal numero di socket, non dalla capacità di storage: Ceph e la replica ZFS fanno parte del software.

ModelloCome funziona in Proxmox VECosa considerare
Iperconvergente con CephGli stessi nodi eseguono le VM e ospitano lo storage replicatoAlmeno tre server; consigliate una rete dedicata a Ceph e dischi su HBA; memoria per i servizi Ceph
ZFS locale con replicaOgni nodo ha i suoi dischi, la replica copia i volumi su un altro nodo a intervalliI dati scritti dopo l'ultima replica sono a rischio se un nodo si guasta
SAN o NAS esistenteI nodi accedono allo storage condiviso via iSCSI, Fibre Channel o NFSCompatibilità dello storage attuale e funzioni disponibili, come gli snapshot

La documentazione di Proxmox VE su Ceph richiede almeno tre server, preferibilmente identici. Per il traffico Ceph la stessa documentazione raccomanda una rete riservata da almeno 10 Gbps, e dischi collegati a un HBA invece che a un controller RAID. Se i server attuali non rispettano queste indicazioni, il costo per adeguarli va aggiunto alla voce hardware. I dettagli sono nella pagina Proxmox HCI.

La replica ZFS non richiede storage condiviso. Come descrive la documentazione sulla replica, i volumi si copiano su un altro nodo a intervalli da un minuto a una settimana. Con l'HA attiva, un guasto può causare la perdita dei dati scritti dopo l'ultima sincronizzazione. Per ogni servizio occorre verificare se tollera quella perdita.

SAN e NAS esistenti si possono riusare. La documentazione dello storage prevede lo storage condiviso NFS o iSCSI; con iSCSI, Fibre Channel o SAS la LUN si suddivide con LVM in volumi logici, usati come dischi virtuali. Con lo storage condiviso la live migration non deve copiare i dischi. Le funzioni, come gli snapshot, dipendono dal tipo di storage: la stessa documentazione le riassume in una tabella, utile per controllare quelle in uso oggi.

Come si confrontano i costi di VMware e Proxmox VE?

I costi dei due scenari, rinnovare VMware o passare a Proxmox VE, si calcolano sullo stesso parco server, per gli stessi servizi e sullo stesso orizzonte. Se una di queste condizioni cambia, i risultati non si possono mettere a confronto. Anche restare su VMware ha un costo, quello del preventivo di rinnovo, e si calcola con le stesse voci dell'altro scenario. Il calcolo si imposta così:

  1. Le stesse voci vanno confrontate nei due scenari: o il TCO completo da entrambi i lati, cioè licenze, hardware, gestione e migrazione insieme, oppure le sole licenze da entrambi i lati, dichiarando la scelta fatta.
  2. Il punto di partenza sono le funzioni usate davvero, non quelle comprese nella licenza: inventario dei workload in esecuzione, requisiti di continuità di ogni servizio, integrazioni attive.
  3. L'orizzonte è di più anni: i costi una tantum della migrazione si concentrano nel primo anno, tre anni sono il minimo e cinque corrispondono meglio al ciclo di vita dei server.
  4. Il calendario si costruisce a ritroso dalla scadenza del contratto VMware: analisi, migrazione e periodo di convivenza delle due piattaforme devono concludersi prima di quella data.

Le voci di costo da confrontare

Per ogni voce si riportano gli importi dei due scenari e la fonte di ciascuno.

VoceRinnovo di VMwarePassaggio a Proxmox VEFonte
LicenzeAbbonamento per core, minimo 16 per CPUSottoscrizione per socket occupato, stesso livello su tutti i nodiPreventivo VMware, listino Proxmox
SupportoCome da contratto BroadcomTicket al produttore dal livello Basic (tre all'anno), ed eventuale contratto con un partnerContratti, listino Proxmox
StoragevSAN: quota inclusa per core, capacità in più a parteCeph e ZFS integrati, nessuna metrica di capacità nella sottoscrizioneKB 313548, progetto
BackupProdotto di terze parti, se in usoProxmox Backup Server, oppure il prodotto attuale se supporta Proxmox VEListini
HardwareServer attualiServer attuali, se compatibiliInventario
MigrazioneNessunaAnalisi, importazione, prove, validazionePreventivo di progetto
FormazioneNessuna, se il team è già formatoCorsi ufficiali o affiancamentoCatalogo corsi
Due piattaforme in paralleloNessun periodoVMware e Proxmox VE in funzione insieme fino alla validazionePiano di progetto
IntegrazioniNessunaMonitoraggio, automazione e backup da integrare con Proxmox VEInventario

Nel preventivo di rinnovo si controllano core totali con il minimo per processore, componenti inclusi, capacità vSAN e durata del contratto: sono le voci che lo rendono paragonabile allo scenario Proxmox VE.

La formazione è la voce più facile da stimare, perché i prezzi sono pubblici. Nel catalogo Rackone il corso ufficiale Proxmox VE Deployment and Management dura due giornate e costa € 1.490. Il bundle con Clustering and Shared Storage dura quattro giornate e costa € 2.760, IVA esclusa. Al termine di ogni corso Proxmox Server Solutions rilascia il Certificate of Completion, legato alla frequenza e senza esame. Il programma è nella pagina corsi Proxmox.

Socket contro core: un esempio di conteggio

Le due piattaforme usano unità di licenza diverse. L'esempio usa tre host con due processori ciascuno, prima con CPU da 12 core e poi da 24. Con il minimo di 16 core per processore della KB 313548 e il listino Proxmox di ottobre 2026, IVA esclusa, si ottengono questi valori.

ParcoCore VMwareSocket Proxmox VEBasic, all'annoStandard, all'anno
3 host, 2 CPU da 12 core96 (ogni CPU ne conta 16)6€ 2.220€ 3.300
3 host, 2 CPU da 24 core1446€ 2.220€ 3.300

Il numero di core cambia con il processore, quello dei socket no. Il prezzo per core di VMware si ricava dal preventivo di Broadcom o del rivenditore e si riporta com'è, con la sua data. I prezzi Proxmox sono netti, IVA esclusa.

Il produttore indica la sottoscrizione Community, da € 120 per socket, per l'uso non in produzione, e la documentazione dei repository sconsiglia il repository senza sottoscrizione sui server di produzione. Il livello di sottoscrizione è lo stesso su tutti i nodi: chi vuole lo Standard sui due nodi critici lo paga anche sul terzo. Livelli e regole sono nella pagina licenze e sottoscrizioni Proxmox.

In quanti anni si ripaga il passaggio?

Il passaggio si ripaga quando la differenza di spesa annua fra i due scenari, calcolata una volta spento VMware, ha coperto i costi una tantum. Gli anni si ottengono dividendo i costi una tantum per quella differenza: è la formula del payback. I costi una tantum sono progetto di migrazione, formazione, periodo di convivenza e rifacimento di integrazioni e procedure. La differenza annua è la spesa per l'abbonamento VMware meno la spesa per sottoscrizioni Proxmox, supporto del partner e backup.

Se il risultato supera l'orizzonte scelto, il passaggio non si ripaga in quel periodo, e alla direzione va detto chiaramente. Se la differenza annua è vicina a zero, la scelta va motivata con argomenti diversi dal costo, come la sovranità dei dati e l'indipendenza dal fornitore. Il risultato dipende dal parco e dai preventivi: il metodo non presuppone un risparmio.

Quali costi restano fuori dai preventivi?

Nessuna offerta comprende il lavoro che resta al team interno, e va stimato a parte:

  • le ore che i sistemisti dedicano a inventario, prove e assestamento, sottratte ad altre attività;
  • la riscrittura delle procedure: runbook, piano di disaster recovery e documentazione per gli audit scritti per VMware.

Il tempo interno si stima meglio dopo una migrazione pilota di due o tre macchine virtuali non critiche. Durante la prova si rilevano le ore per macchina, comprese verifica dei driver e correzioni; moltiplicate per il numero di VM da migrare, danno una stima più affidabile di una fatta a occhio. Le integrazioni da rifare, cioè monitoraggio, automazione e backup, sono già nella tabella delle voci; il tempo per rifarle si somma a quello delle prove.

Cosa serve alla direzione per decidere?

Il documento per la direzione riporta, in quest'ordine:

  1. la spesa attuale, voce per voce, e la data di scadenza del contratto;
  2. la spesa prevista con Proxmox VE, con le stesse voci e le stesse ipotesi;
  3. il costo del passaggio e in quanti anni si ripaga;
  4. i rischi del progetto e le contromisure previste.

Le ipotesi vanno in apertura: numero di host e socket, livello di sottoscrizione, cosa è incluso e cosa no, data dei listini e dei preventivi usati. Accanto a ogni rischio va la sua contromisura.

RischioContromisura
Software non supportato dopo il passaggioConferma scritta del fornitore prima del progetto
Prestazioni peggiori dopo l'importazioneDriver VirtIO e controller paravirtualizzati, prova su VM pilota
Problemi durante la migrazioneVM pilota, piano di rollback, ambiente VMware in standby fino alla validazione
Competenze insufficientiFormazione ufficiale prima del passaggio in produzione
Migrazione non conclusa prima della scadenzaAnalisi avviata con un anticipo che lasci il tempo per migrazione e validazione

Le fasi tecniche, dai metodi di importazione ai problemi frequenti, sono nella pagina migrazione da VMware a Proxmox.

Un esempio: tre host e il rinnovo fra otto mesi

Un caso ipotetico: l'IT manager di una PMI manifatturiera ha tre host VMware a due processori, una cinquantina di macchine virtuali fra Windows e Linux e il rinnovo dell'abbonamento fra otto mesi. Il percorso può essere questo:

  1. Chiede al fornitore del gestionale di produzione l'elenco degli hypervisor supportati e verifica se in azienda, o presso un partner, ci sono competenze Linux. La risposta può bastare a escludere la migrazione.
  2. Fa l'inventario delle funzioni usate. Se trova alta disponibilità, vMotion e un backup di terze parti, ma non Fault Tolerance, NSX o vSAN, può valutare la migrazione sui server attuali.
  3. Se il gestionale è certificato solo su vSphere, chiede un preventivo VMware anche per il solo host che lo ospita, con il minimo di 16 core per processore della KB 313548. Il resto del parco rientra nello scenario Proxmox VE.
  4. Elenca i costi una tantum: progetto di migrazione, formazione di due sistemisti, periodo di convivenza fra VMware e Proxmox VE, integrazioni con il monitoraggio da rifare.
  5. Prepara per la direzione tre scenari su cinque anni (rinnovo come da preventivo, migrazione completa, percorso misto), con le ipotesi in apertura e i rischi con le contromisure.

Quale dei tre scenari scegliere dipende dai costi e dai vincoli dell'ambiente.

Come Rackone affianca la scelta

Rackone è Proxmox Gold Partner e Proxmox Authorized Training Partner. Per migrare da VMware progettiamo il cluster Proxmox VE: topologia, storage, segregazione delle reti, alta disponibilità con fencing e politiche di failover, hardware e backup. Consegniamo il progetto documentato prima dell'installazione, così i costi si stimano su un dimensionamento reale del nuovo cluster.

Se dall'analisi risulta che conviene restare su VMware, i costi e i rischi messi per iscritto servono comunque per trattare il rinnovo. Per partire servono la data di scadenza del contratto e l'elenco di host e macchine virtuali: da lì impostiamo insieme la stima dei costi.

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