Produzione e opportunità
La mancata conservazione dei dati genera ritardi nella produzione, e costa in termini di occasioni che non vengono colte.
Il backup è la creazione di copie di riserva dei dati, per ripristinarli quando il sistema viene compromesso: un guasto hardware, un attacco informatico, una distrazione, un blackout. Qui trovi che cos’è, quali rischi copre e come si riconosce un backup fatto bene.
Definizione
Nel mercato di oggi, dove la digitalizzazione non è più un vantaggio in più ma una necessità, la business continuity assume un ruolo centrale per le aziende di quasi ogni settore.
I rischi per la conservazione dei dati sono di varia natura: dai malfunzionamenti hardware agli attacchi informatici, dalla distrazione umana ai blackout e agli incidenti di rete. In tutte queste circostanze le conseguenze possono essere disastrose: perdere file preziosi può bloccare un’impresa mentre i concorrenti proseguono.
«Con il termine backup si fa riferimento a un aspetto della sicurezza informatica, rientrante nei processi di disaster recovery, che si concretizza nella messa in sicurezza delle informazioni di un sistema tramite la creazione di copie di riserva dei dati, finalizzate al ripristino nel caso di eventi che compromettano il sistema, accidentali o intenzionali, o relativi a regolare manutenzione.»
I rischi
La mancata conservazione dei dati genera ritardi nella produzione, e costa in termini di occasioni che non vengono colte.
La compromissione dei dati è sempre fonte di insoddisfazione del cliente, e una recensione negativa online pesa sulla decisione di acquisto.
Violare le norme sulla conservazione di informazioni e documenti fiscali e legali comporta multe e sanzioni, a partire dal GDPR.
Smarrimento, cancellazione o furto di brevetti, marchi e opere d’autore portano a svantaggi competitivi di varia entità.
Backup avanzato
Si scarica qualunque documento nella versione che serve, si inviano mail dal backup, si ripristina nella destinazione originaria o in un’altra.
Consente di strutturare un piano di disaster recovery con obiettivi di punto e di tempo di ripristino chiaramente definiti e misurabili.
In settori come la sanità o per una società quotata la conformità è essenziale, e un backup avanzato evita ammende pesanti.
Metadati e ricerca full-text permettono di rintracciare e ripristinare dati critici, come le mail di un dipendente che non c’è più o un documento legale urgente.
Fornisce la prova che i dati sottoposti a backup sono originali, autentici e non modificati.
È improbabile usare lo stesso software per sempre: il backup è il modo semplice e rapido per uscire da un servizio SaaS e archiviare i dati altrove.
La regola 3-2-1
La regola è stata resa famosa da Peter Krogh, secondo cui ci sono due tipi di persone: «quelle che hanno già avuto un guasto allo storage e quelle che ne avranno uno in futuro».
È necessario possedere almeno tre copie dei propri dati: l’originale e due copie.
Le copie vanno conservate su due supporti diversi, perché un guasto colpisce un supporto per volta.
Almeno una copia del backup va conservata off-site, dove l’evento che ferma la sede non arriva.
Il backup è la messa in sicurezza delle informazioni di un sistema informatico tramite la creazione di copie di riserva dei dati, fatte per ripristinarle quando un evento accidentale o intenzionale compromette il sistema. Rientra nei processi di disaster recovery, di cui è il presupposto.
Il backup conserva copie dei dati; il disaster recovery è il piano che riporta l’azienda operativa dopo un fermo. Un backup avanzato è quello che permette di strutturare un piano di disaster recovery con RPO e RTO definiti e misurabili, quindi i due si tengono per mano.
La regola 3-2-1 dice che servono almeno tre copie dei dati, conservate su due supporti diversi, con almeno una copia fuori sede. È il modo più semplice di descrivere una protezione che regge sia a un guasto sia a un evento che colpisce la sede.
Perché il dato resta responsabilità di chi lo produce anche quando il software è di terzi: quasi tutte le aziende usano almeno un servizio software in abbonamento, e la perdita di dati su un’applicazione SaaS è una delle cause di interruzione delle attività. Il backup è anche il modo di uscire da un SaaS portandosi via i propri dati.
Il costo di una perdita di dati non è solo il ripristino: sono i ritardi di produzione, le opportunità mancate, l’insoddisfazione dei clienti, le sanzioni per la mancata conservazione di documenti fiscali e legali, e la perdita di proprietà intellettuale. Uno studio del Ponemon Institute ha calcolato il costo globale medio di un evento di violazione o perdita di dati in 3,86 milioni di dollari.
No: un servizio di cloud backup si attiva e si installa come un semplice client software, senza investimenti hardware. È anche il modo con cui una sola soluzione rispetta la regola 3-2-1.
La mancata conservazione di dati e informazioni può generare ritardi nella produzione, e costare molto in termini di opportunità che non vengono colte. Uno studio del Ponemon Institute ha riscontrato che il costo globale medio di un evento di violazione o perdita di dati è calcolabile in 3,86 milioni di dollari.
La compromissione dei dati è sempre fonte di insoddisfazione da parte del cliente. La ricerca dimostra come oltre l’80% dei consumatori dichiari di cambiare idea sull’acquisto a causa di recensioni, articoli o post negativi trovati online.
La violazione di normative e l’inottemperanza agli obblighi di conservazione di informazioni e documenti fiscali e legali possono comportare multe e sanzioni. Emblematico il caso di Google, multato per 57 milioni di dollari per violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
A questo si aggiunge la proprietà intellettuale: brevetti, marchi depositati e opere d’autore. Lo smarrimento, la cancellazione o il furto di dati che li contengono porta a svantaggi competitivi di varia entità.
Si definiscono Software as a Service i modelli in cui il cliente non acquista un bene ma paga un costo di funzionamento, di norma in abbonamento, per questo chiamati anche pay per use. La quasi totalità delle aziende intervistate da Gartner ha dichiarato di avvalersi di almeno un servizio software esterno in abbonamento, e la perdita non recuperabile di dati su quelle applicazioni è una causa riconosciuta di interruzione dell’attività produttiva.
Sovranità del dato
Azienda italiana, data center di proprietà a Venezia e rete Edge di partner in Italia e in Europa, nessun trasferimento extra-UE: sai sempre dove risiedono i tuoi dati e chi può accedervi, in conformità a GDPR e NIS2.
Ti aiutiamo a impostare copie automatiche e a verificarle: un backup mai testato non è un backup.
0421 1885889 · sales@rackone.it
Lasciaci i tuoi recapiti: ti ricontatta un sistemista, non un commerciale.