Un registro con sede in Italia
Il .cloud lo gestisce Aruba PEC, società del gruppo Aruba con sede a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo: dietro l'estensione c'è un registro italiano.
Il .cloud è l'estensione generica per servizi e software in cloud, gestita dall'italiana Aruba PEC di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo. È aperta a tutti, senza requisiti di residenza o di settore.
Il .cloud lo gestisce Aruba PEC, società del gruppo Aruba con sede a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo: dietro l'estensione c'è un registro italiano.
Per un software in abbonamento, un servizio di backup o una piattaforma di storage, il .cloud dice che cosa offri prima ancora che il visitatore apra la pagina.
Chiusa la fase di sunrise riservata ai marchi, la policy del registro non prevede requisiti: persone e aziende di qualunque paese possono intestarsi un .cloud.
Cerchi il dominio e ti diciamo subito se è libero, con alternative sensate se è già preso.
Recapiti e dati fiscali: il registrante è sempre il cliente, mai noi.
Il dominio registrato compare nel tuo pannello, pronto per i DNS.
Colleghi hosting, email o server esterni: se preferisci, configuriamo noi i record al posto tuo.
Chi protegge il proprio marchio registra più di una estensione. Quali dipende da dove vendi e da cosa fai.
Registrare un dominio .cloud costa €29,22 IVA esclusa il primo anno, e il rinnovo €39,73 all'anno. Sono inclusi DNS gestito, redirect, email di inoltro e supporto in italiano. Il trasferimento da un altro registrar costa €39,73 e aggiunge un anno alla validità residua.
Un dominio .cloud lo può registrare chiunque: la policy di Aruba PEC, il registro italiano che lo gestisce, non prevede requisiti di residenza, cittadinanza o settore. Basta un registrante con dati corretti e un nome fino a 63 caratteri, fatto di lettere, cifre e trattini.
Il registrante di un dominio .cloud sei sempre tu: noi siamo il registrar, cioè il gestore tecnico. Nel database del registro compaiono i tuoi dati, e se un giorno vuoi portare il dominio altrove ti diamo il codice AuthInfo senza discutere.
Un dominio .cloud scaduto entra in un periodo di riscatto, che costa più di un rinnovo ordinario. Il rinnovo automatico e gli avvisi anticipati servono proprio a non arrivarci.
Il .cloud è un dominio generico di primo livello (gTLD) registrato presso IANA nel giugno 2015. Lo gestisce Aruba PEC S.p.A., società del gruppo Aruba con sede a Ponte San Pietro (BG). Dopo il sunrise per i titolari di marchi e un periodo di landrush, le registrazioni si sono aperte al pubblico il 16 febbraio 2016, in ordine di arrivo.
La policy di registrazione è esplicita: fuori dal sunrise non ci sono requisiti né condizioni su chi può chiedere un .cloud. Lo possono intestare persone, aziende e associazioni di qualunque paese. Il nome usa lettere, cifre e trattini, fino a 63 caratteri, senza trattino all'inizio o alla fine; il registro accetta anche nomi con caratteri non latini (IDN) nelle scritture che pubblica.
Il .cloud è adatto a chi vende servizi in cloud: software in abbonamento, backup, storage, piattaforme per sviluppatori. Funziona bene come dominio del prodotto accanto al sito aziendale sul .it o sul .com. Per Google è un dominio generico come gli altri: la parola «cloud» nell'estensione non dà vantaggi nella ricerca.
Se la tua attività non ha a che fare con il cloud, il nome promette qualcosa che il sito non offre. Considera anche il costo nel tempo: il rinnovo del .cloud è più alto di quello di un .com o di un .it.
Chi presenta sul .cloud un software in abbonamento o un servizio di backup ha spesso l'infrastruttura già pronta. Con il DNS gestito del pannello Rackone punti il nome dove gira il servizio, su un nostro VPS o sui server che usi già, e crei i sottodomini per l'accesso dei clienti e la documentazione. Il registrante resti tu, l'AuthInfo per il trasferimento lo chiedi quando vuoi e il rinnovo parte dopo gli avvisi.
Verifica la disponibilità e registralo online: DNS, privacy e supporto in italiano inclusi.