Glossario · T
Test di recupero
Team sistemistico Rackone · 2 min di lettura · Aggiornato il
Il test di recupero è la prova con cui si verifica che dati e sistemi si possano davvero ripristinare dai backup o con il piano di disaster recovery.
Il test di recupero (recovery test, o test di ripristino) è la prova pratica con cui si verifica che dati, applicazioni e sistemi si possano davvero ripristinare dai backup o con il piano di disaster recovery, nei tempi previsti. Un backup mai ripristinato è una speranza, non una certezza.
Perché il test di recupero è indispensabile?
Perché i backup falliscono in silenzio: supporti corrotti, job che non partono da settimane, copie incomplete, chiavi di cifratura perse, procedure che nessuno ricorda. E perché solo una prova misura i due valori che contano: l'RTO effettivo, cioè quanto tempo serve davvero per tornare operativi, e l'RPO effettivo, cioè quanti dati si perdono.
Quali tipi di test di recupero esistono?
- ripristino di file: si recupera un campione di file o una casella di posta e se ne controlla l'integrità;
- ripristino completo di un server o di una macchina virtuale in un ambiente separato;
- simulazione a tavolino: il team ripercorre il piano su uno scenario, senza toccare i sistemi;
- test di failover: i sistemi ripartono sul sito di riserva o nel cloud, in un ambiente isolato dalla produzione;
- prova completa: la produzione viene spostata davvero, il test più realistico e più delicato.
Ogni quanto va fatto un test di recupero?
Almeno una volta l'anno per il piano di disaster recovery completo, più spesso per i ripristini di file e dopo ogni cambiamento importante dell'infrastruttura. Ogni test si chiude con un verbale: cosa ha funzionato, i tempi misurati, cosa correggere nel piano. Il disaster recovery di Rackone prevede test di failover pianificati in ambiente isolato, senza toccare la produzione.