Cluster Proxmox multinodo
Un cluster Proxmox multinodo è un cluster Proxmox VE da tre nodi in su: il quorum è nativo, senza apparati esterni, e i dischi dei nodi formano uno storage Ceph iperconvergente che tiene ogni dato in tre copie. Si cresce un nodo alla volta. Rackone, Proxmox Gold Partner #1 in Italia, lo progetta, lo consegna e lo collauda.
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Cluster Proxmox multinodo: che cosa cambia da tre nodi in su
È la configurazione più robusta fra i server Proxmox di Rackone, che partono dall'appliance Proxmox a nodo singolo, e tre cose la separano dal cluster Proxmox a 2 nodi.
- Quorum nativo La maggioranza si forma fra i nodi, senza un QDevice da tenere acceso.
- Nessun dato perso se un nodo si ferma Con Ceph ogni dato esiste in tre copie su nodi diversi, e la macchina virtuale riparte altrove con i dati aggiornati.
- Live migration rapida I dischi stanno già su Ceph, quindi spostare una macchina virtuale non richiede di copiarli.
Quanti nodi servono in un cluster Proxmox multinodo?
Il quorum chiede la maggioranza dei voti: con tre nodi ne bastano due, con cinque ne servono tre. Il numero di nodi decide quanti possono fermarsi insieme.
Quattro nodi reggono lo stesso guasto di tre: il quarto aggiunge capacità, il quinto aggiunge un secondo guasto tollerato. I nodi che possono fermarsi si contano sul quorum del cluster; per Ceph conta anche dove stanno le tre copie, e si decide nel progetto. La documentazione Proxmox non fissa un limite al numero di nodi, e riporta cluster in produzione con oltre 50 nodi.
Dalla nostra esperienza
Un nodo alla volta
La causa più frequente di perdita del quorum non è il guasto hardware, è la manutenzione non coordinata: un aggiornamento firmware che riavvia due nodi su tre nello stesso momento. La regola è semplice: un nodo alla volta, con le finestre di manutenzione scritte.
Ceph nel cluster Proxmox multinodo: tre copie di ogni dato
Ceph è lo storage distribuito integrato in Proxmox VE: riunisce i dischi di tutti i nodi in un unico storage replicato, senza SAN esterna. Per impostazione predefinita un pool tiene tre copie di ogni dato e continua a funzionare con due. È il cuore di un'infrastruttura iperconvergente con Proxmox.
Che cosa chiede Ceph, secondo la documentazione di Proxmox e le raccomandazioni hardware di Ceph:
- Server: almeno tre, preferibilmente identici, con i dischi distribuiti in modo uniforme fra i nodi; Proxmox consiglia almeno 12 dischi Ceph in tutto.
- Processore: almeno un core per ogni servizio Ceph, cioè monitor, manager e ciascun disco; con i dischi NVMe servono da quattro a sei thread per disco.
- Memoria: almeno 8 GiB per ogni disco Ceph (il servizio del disco ne usa 4 già con le impostazioni predefinite), oltre a quella delle macchine virtuali, con un margine per la ricostruzione dopo un guasto, quando il consumo sale.
- Dischi: SSD nei cluster piccoli, per accorciare la ricostruzione dopo un guasto; nessun controller RAID, i dischi si collegano con un HBA.
- Rete: almeno 10 Gbit riservati a Ceph; con i dischi NVMe Proxmox indica almeno 25 Gbit, e anche 40 o 100 Gbit nei carichi più pesanti. La rete di Corosync sta su un collegamento fisico separato, anche da 1 Gbit, purché dedicato.
Il consiglio di Rackone: con i dischi NVMe, la rete storage deve essere di almeno 25 Gbit. Ogni scrittura viaggia in tre copie fra i nodi, e un nodo NVMe satura un collegamento da 10 Gbit prima di arrivare al limite dei dischi: lo avverte anche la documentazione Ceph. I collegamenti vanno in coppia su due switch separati, così un guasto di rete non ferma lo storage.
Cluster Proxmox enterprise: crescere senza fermarsi
Un cluster multinodo si amplia a caldo: aggiungere un nodo o dei dischi Ceph a un cluster attivo è un'operazione ordinaria, e il ribilanciamento dei dati che ne segue si pianifica in una finestra a basso carico.
Oltre una sede serve un'altra scelta. La rete del cluster chiede una latenza sotto i 5 millisecondi fra i nodi, quindi un cluster vive in un data center o in sale vicine; più sedi diventano più cluster, governati da Proxmox Datacenter Manager (PDM).
Un progetto reale: il Comune di Padova
Il Comune di Padova lavora su un cluster Proxmox VE iperconvergente di 12 nodi, con oltre 115 TB indirizzabili ridondati da Ceph e fino a 250 macchine virtuali, progettato e implementato con Rackone fra gennaio e aprile 2022, migrazione compresa.
Cluster Proxmox multinodo: che cosa è compreso e che cosa resta fuori
Ogni cluster arriva in produzione con un perimetro scritto, lo stesso di tutti i server Proxmox Rackone.
Resta fuori, e si attiva a parte: sistemi operativi e applicativi delle macchine virtuali; la migrazione da VMware a Proxmox o da un'altra piattaforma; l'assistenza continuativa con il supporto Proxmox H24.
- Progettazione Numero di nodi, pool Ceph, reti e ridondanza N+1, secondo il metodo della progettazione del cluster Proxmox.
- Installazione Proxmox VE, cluster, reti separate per Corosync, Ceph e macchine virtuali, alta disponibilità con priorità di riavvio sulle macchine critiche, backup su Proxmox Backup Server.
- Collaudo Ridondanza di rete, live migration, benchmark dello storage, guasto simulato di un nodo, con report di collaudo e documentazione operativa.
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Domande frequenti sul cluster Proxmox multinodo
Ceph è obbligatorio in un cluster Proxmox multinodo?
No, Ceph non è obbligatorio in un cluster Proxmox multinodo: il cluster funziona anche con uno storage condiviso esterno (NFS, iSCSI, Fibre Channel) o con la replica ZFS fra i nodi. Ceph è la scelta quando non vuoi perdere dati in un guasto e non vuoi una SAN esterna, che diventa un punto di guasto se non è ridondata.
Serve un QDevice in un cluster Proxmox con tre nodi?
No, un cluster Proxmox con tre nodi non ha bisogno del QDevice: il quorum è nativo, due voti su tre. Con un numero dispari di nodi la documentazione Proxmox sconsiglia il QDevice, perché il suo guasto renderebbe il cluster più fragile di prima. Con un numero pari, invece, aggiunge un voto utile.
Si può ampliare un cluster Proxmox multinodo senza fermarlo?
Sì, un cluster Proxmox multinodo si amplia senza fermarlo: si aggiunge un nodo alla volta, e i dischi nuovi entrano in Ceph con un ribilanciamento dei dati da pianificare a basso carico. I nodi nuovi entrano vuoti e, per la migrazione a caldo, con processori dello stesso produttore degli altri.
Posso distribuire un cluster Proxmox multinodo su due sedi?
Sì, un cluster Proxmox multinodo può stare su due sedi solo se fra le sedi la latenza resta sotto i 5 millisecondi, come chiede la documentazione Proxmox per la rete del cluster. Con sedi lontane si fanno due cluster, ognuno con il suo quorum, governati insieme da Proxmox Datacenter Manager.
Che rete serve per un cluster Proxmox multinodo con Ceph?
Un cluster Proxmox multinodo con Ceph vuole reti fisicamente separate: una per Ceph, di almeno 10 Gbit, e di almeno 25 Gbit con i dischi NVMe, come consiglia Rackone; una per le macchine virtuali e la live migration; una piccola e dedicata a Corosync, sensibile alla latenza. Un Corosync instabile è fra le cause più frequenti di perdita del quorum.
Quanto costa un cluster Proxmox multinodo?
Il prezzo di un cluster Proxmox multinodo dipende da numero di nodi, dischi Ceph, rete e sottoscrizioni: si parte da un preventivo, non da un listino. Per le sottoscrizioni vale la regola di Proxmox: ogni nodo va coperto per tutti i suoi socket CPU e tutti i nodi hanno lo stesso livello di sottoscrizione Proxmox.
Progettiamo il cluster Proxmox sui tuoi carichi
Un cluster multinodo si disegna prima, non si aggiusta dopo. Raccontaci servizi, dati e crescita prevista: ti diciamo quanti nodi servono, anche quando la risposta è che ne bastano due. Proxmox Gold Partner #1 in Italia e Training Partner: Rackone è il primo partner certificato Proxmox in Italia per consulenza, formazione e supporto.
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